Buon compleanno Email: le origini

Ebbene sì, l’Email, lo strumento che tutti utilizziamo ogni giorno compie quest’anno mezzo secolo di vita!

In effetti si tratta di un'invenzione vecchia quasi quanto internet, che ha rivoluzionato il modo di comunicare sia in ambito privato che lavorativo.

Fabio Masini | 29 marzo 2021

Sicuramente Ray Tomlinson nel lontano 1971 aveva compreso l’importanza di quello che stava creando, ma non avrebbe potuto immaginare la sua incredibile diffusione negli anni a venire. Il suo obiettivo fu quello di trasferire un semplice messaggio tra due utenti collegati su computer diversi, attraverso ARPANET, il progetto precursore di Internet sul quale stava lavorando.

 

Tutto ebbe inizio quando mise mano ad un programma denominato SNDMSG, che fino ad allora si occupava di inviare un messaggio tra due utenti che utilizzavano la stessa postazione condivisa.

Da bravo programmatore riutilizzò una parte del codice che aveva scritto per un precedente progetto, CPYNET, che serviva a trasferire file, quindi individuò una sintassi per identificare utenti e macchine e decise di utilizzare il simbolo “@”, presente sulla tastiera di un “Model 33 Teletype”, per separare queste due informazioni…. dal 2010 opera della collezione MoMA.

 

Si racconta anche il progetto inizialmente non fu degno di particolare interesse e che tra l’altro non fosse neppure un progetto sul quale avrebbe dovuto lavorare. Le cose poi cambiarono e negli anni 2000 numerosi furono i riconoscimenti che gli vennero riconosciuti.

 

Oggi quella che chiamiamo tutti “email” è il risultato di una serie di trasformazioni, dall’"ARPA Internet Text Message" (IETF RFC 822 del 1982), "Internet Message Format" (IETF RFC 2822 del 2001), fino a diventare una "electronic mail" e quindi "e-mail"… alle volte con o senza trattino.

 

L’indirizzo email ha visto parimente l’evoluzione legata alla crescita di Internet e alla nascita dei provider di caselle di posta elettronica. Anche i protocolli utilizzati per accedere alle caselle di posta e per trasferire i messaggi hanno visto alcune evoluzioni nel tempo, sia di carattere funzionale (es. Extended SMTP, Multipurpose Internet Mail Extensions) che sul profillo della sicurezza (es. SMTP AUTH, StartTLS), ma quello che non è mai cambiato sono la semplicità di utilizzo e la possibilità di inviare e leggere i messaggi in tempi diversi.

Cosa significava utilizzare un’email anche solo agli albori degli anni 2000?

Spesso l’email era considerato uno strumento di nicchia, per i fanatici di Internet, una sorta di “moda” o comunque di modo alternativo al telefono per comunicare.

 

Ricordo che per attivare la mia prima casella email, intorno alla metà degli anni ’90, mi recai all’URP del comune di residenza, mi chiesero nome e cognome, mi consegnarono un foglio con su scritti username e password a caratteri cubitali e mi dissero “questa è la tua casella di posta elettronica fmasini@....”. Dopo aver osservato con un po’ stupore chiesi “ma se un’altra persona dovesse presentarsi con i miei medesimi cognome e iniziale del nome, cosa accadrebbe?” Non seppero rispondermi o meglio dissero qualcosa del tipo “ci hanno detto che funziona così…”, e io per alcuni anni ricevetti email destinate ad un professore che neppure conoscevo, nella speranza di ricevere qualche messaggio da quelle poche persone che conoscevo e che avevano anch’esse una casella di posta elettronica.

 

La stessa telefonia mobile, esplosa proprio in questo periodo, non aveva inizialmente dato peso a questo canale, neppure dopo l’introduzione dei primi servizi di connettività dati.

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