MUSTer in Management Dinamico: 3 domande a Rosanna Perrone

Anche quest’anno saremo partner del MUSTer di Fior di Risorse: un percorso formativo concreto ed esperienziale in “Management Dinamico“, che porta manager e imprenditori a conoscere punti di vista, best case e modelli d’avanguardia, direttamente dentro alle aziende, che ospitano e si raccontano in prima persona, senza filtri “accademici”. Una formazione che è un vero e proprio tour, che passa anche da MagNews, dove Elisa De Portu e altri docenti terranno il modulo sull’ecommerce.

Abbiamo fatto due chiacchiere con Rosanna Perrone, social media strategist e membro della direzione scientifica del MUSTer, la quale, a sorpresa, ci racconta che il marketing è morto e che Alexis de Tocqueville ci aveva visto giusto.

Rosanna Perrone.1

Rosanna Perrone

Che cosa significa “formazione esperienziale”? Che cosa funziona in questo approccio, rispetto a percorsi formativi più tradizionali?
Per il MUSTer “formazione esperenziale” significa superare i limiti delle business school tradizionali, molto autoreferenziali, sia nei programmi dei corsi, sia nelle docenze.
Rispetto ai percorsi formativi tradizionali, con il MUSTer abbiamo voluto adottare un meccanismo completamente nuovo, cioè portare le persone dentro le aziende e non in aula, farle confrontare con i manager, i responsabili, gli opinionisti e i formatori che tutti i giorni lavorano in azienda, anziché con professori titolati.
Il punto di forza del MUSTer è proprio quello di uscire non solo dagli schemi, ma anche dai perimetri delle scuole e portare le Persone, che hanno la necessità di formarsi e di rinnovarsi, a farlo in maniera concreta e diretta.

Il master punta a formare un “management dinamico”: il dinamismo si impara?
Il dinamismo è mentalità, non si impara perciò, ma si vive grazie all’esempio, si osserva, si fa proprio e si sceglie di portare nei propri modelli di vita e di lavoro. Ecco perchè crediamo in un percorso di formazione così pratico.
Il manager dinamico sul quale puntiamo si fa testimone di un approccio intraprendente, è colui che secondo noi sa garantire continuità all’azienda offrendo una vision per il futuro, che sa rapportare le strategie di sviluppo ai fattori di cambiamento dei modelli organizzativi e di produzione del lavoro, che porta l’esperienza, le relazioni e il confronto nel proprio stile di management, contribuendo alla crescita dell’impresa con piccole e grandi azioni di capitale intellettuale. Tutte queste cose non si possono imparare, non basta leggerle o sapere che esistono scuole di pensiero che le propongono ma occorre fare un vero e proprio percorso di socializzazione, con principi che diventano casi pratici, grazie al quale alla fine ci si ritrova dinamici.

Perché la cultura digitale è così importante nella formazione di un manager?
Affermare che la cultura digitale oggi sia un fattore di per sè importante è a dir poco retorico. Ma vale la pena dire che può essere senz’altro determinante per la società e le economie che stanno emergendo. Un ottimo manager oggi sa che lo scopo della comunicazione aziendale è cambiato, che il marketing è morto e che le tecnologie digitali hanno aperto un momento storico di grande fermento in cui si avvera ciò che prevedeva, già nell’Ottocento, Tocqueville, quando scriveva a proposito de La democrazia in America che la produzione sociale si sarebbe basata sempre più sulla scienza dell’associazione. In buona sostanza, lo storico francese stava descrivendo la rivoluzione del modello Wikipedia, quando le persone, spontaneamente, sarebbero entrate in connessione globale tra loro e avrebbero autoprodotto e filtrato informazioni e soluzioni che sarebbero serviti, gratuitamente, a qualcuno per risolvere i propri problemi. In questo senso, la nuova comunicazione è figlia della cultura digitale e sta dettando i nuovi modelli organizzativi, economici, pubblicitari che ancora decliniamo al futuro, ma in realtà stiamo già largamente vivendo, e che ci spingono ad agire per motivi ben più importanti della mera produzione o del mero consumo. C’è un’intelligenza collettiva che si sta risvegliando e che sta rinnovando il mondo. Ma il digitale non ha solo un volto roseo, perchè esiste sempre the dark side of the moon. Scoprire in che modo osservare limiti e virtù di questo grande cambiamento, e comprendere in che modo possano favorirci, sarà un altro contenuto importante del nostro MUSTer.

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