La tua Reputazione su Google

La tua reputazione su Google e sui Social Media

La copertina del libro

Antonio, parlaci di questo libro

Alla base del progetto c’è stata una forte fase di ricerca, in effetti le prime evidenze sono emerse da una ricerca svolta con Doxa 2.0 su un campione di 1000 interviste rappresentativo di più di 28 milioni di Italiani.

Il target della prima indagine era costituito da famiglie italiane (genitori e figli), l’obiettivo era capire come affrontassero la tematica della protezione dei propri dati personali (immagini, foto e video) in rete.

Lo scenario che è emerso è stato per molti versi  preoccupante: infatti  solo il 25% della popolazione presente sul Web, verifica le informazioni legate al proprio nome con una certa frequenza, il che dimostra un’insufficiente attenzione al rischio che notizie e commenti negativi vengano distribuiti a nostra insaputa su Internet. 

Oltre allo scenario consumer abbiamo affrontato con interviste approfondite anche il mondo professionale incontrando head hunter, marketing e digital manager per comprendere quanto la tematica fosse sentita e governata da aziende e professionisti.

Terminata la fase di indagini e studio dei casi italiani e internazionali ho cercato di impostare quelle che per individui e aziende possono essere definite le fasi fondamentali per la reputazione on line:

Prevenzione

Monitoraggio

Cura e Crescita

Queste tre fasi, diversamente declinate in termini di strumenti e strategie, sono applicabili agli individui quanto alle aziende e se adeguatamente implementate garantiscono una forte riduzione dell’esposizione  ai rischi reputazionali o quanto meno ci consentono di avere gli strumenti e le conoscenze  per affrontarli al meglio.

Hai intervistato molte personalità del mondo marketing/editoriale/imprenditoriale/web e hai riportato i loro interessanti casi e le loro opinioni. Tu personalmente, cosa ne pensi?

Nel libro ho affrontato le tematiche della reputazione personale ed aziendale cercando di illustrare, sulla base  di metodologie consolidate in mercati più maturi come quello statunitense, evidenziando le principali attività da porre in essere nelle fasi di prevenzione, monitoraggio, cura e crescita.

Devo dire che i casi osservati sul mercato italiano ed europeo hanno rivelato, sia da parte delle aziende che degli individui, una forte tendenza alla “sovraesposizione” attraverso questi nuovi canali di comunicazione sottovalutandone gli effetti in termini di gestione e monitoraggio delle informazioni relative.

Credo che sia necessario un approccio più concreto ai canali digitali che per loro natura appaiono affascinanti per la loro facile accessibilità, rispetto ai media tradizionali, ma che se non correttamente conosciuti e gestiti possono portare a grossi rischi reputazionali per aziende e individui.

A chi è rivolto il libro?

Il libro con diversi livelli di approfondimento è rivolto a tutti i responsabili aziendali o persone che vogliono comprendere concretamente come gestire al meglio la propria reputazione online aziendale o personale.

Alla luce di questi studi e della sintesi che hai realizzato nel libro, hai una personale to do list da proporre alle aziende per affrontare il tema della reputazione on line?

1) Effettuate il chek up reputazionale in maniera approfondita e per tutte le chiavi di ricerca che riguardano la vostra azienda, i prodotti/servizi, i top manager, verificando sui motori di ricerca e i social media cosa appare.

2) Dotatevi di  un sistema di monitoraggio a presidio dei canali digitali relativi al brand/prodotto/servizio completo e interconnesso.

3) Definite un team  interfunzionale di crisi, un piano e delle policy (per i dipendenti e i membri del team) per gestire  le varie fasi dell’emergenza.

4) Dotatevi di sistemi di Social CRM in grado di integrare le vostre presenze digitali, con le informazioni derivanti dall’ascolto della rete.

5) Definite un percorso di crescita delle vostre presenze online coerente con gli obiettivi e le risorse a disposizione.

6) Lavorate sul SEO e sulla Social Media Optimisation (rendete condivisibili i contenuti delle vostre presenze digitali attraverso i Social media).

7) Misurate sempre e siate pronti a mettere in discussione strategia e strumenti in corso d’opera in base ai risultati ottenuti.

 

Elisa De Portu

Marketing Operations Manager | Diennea - MagNews.