Inbox di Gmail: l’abbiamo provato

A Google sono fissati con la rilevanza, e chi si occupa di Search Engine Optimisation e di Search Engine Marketing ogni giorno fa i conti con questa vision che sicuramente ha cambiato non solo la fruizione del world wide web, ma anche, in parte, il nostro modo di ragionare. Google s’è posto come colui che risponde (quasi) scientificamente alle richieste: chi vuole essere indicizzato da Google non può (quasi mai) aggirare il sistema e deve dare all’utente quello che l’utente cerca. L’utente si può (abbastanza) fidare di Google.
Dalle tab di Gmail in poi Google è diventato un grattacapo anche per i player dell’email marketing, e con l’arrivo di Inbox ci si chiede in che modo (e per quale motivo) Google stia cercando di cambiare l’esperienza utente in relazione alla sua casella di posta. Se attraverso la logica del motore di ricerca, tutti coloro che producono contenuto di qualunque tipo per il web, devono mettersi nei panni del potenziale cliente, la categorizzazione delle email che Google ci propone, sembra mirare sempre di più a influenzare l’esperienza utente più che a assecondarla.
Ma vediamo in che cosa consiste, di preciso, la nuova app Inbox.
Tanto per cominciare, non allarmatevi se non la trovate su Play Store: potete scaricarla su invito, oppure facendo richiesta a inbox at gmail.com.

Dentro a Inbox trovate qualcosa di Gmail, qualcosa di GoogleNow, qualcosa del nuovo Google Calendar, ma l’esperienza risulta fondamentalmente una novità. Inbox vuole essere più che l’app che utilizziamo per leggere la posta: contiene i promemoria, propone una catalogazione delle email più evoluta rispetto al meccanismo delle tab, mette in evidenza gli allegati e le immagini come già Gmail provava a fare attraverso l’opzione “Grid View”.
Ecco qualche novità che potrebbe essere interessante per chi si occupa di email marketing.
BUNDLES
Le email assumono rilevanza particolare a seconda del “tipo”: per esempio si possono categorizzare quelle di tracciamento dei pacchi, i biglietti aerei, le comunicazioni bancarie. Le email di servizio, che per l’utente sono importanti, non rischiamo di sparire (a proposito: appunto perché queste email sono importanti, fatele bene! Sul nostro ebook gratuito Best Practice di Email Marketing per Ecommerce trovate i nostri consigli).
I gruppi omogenei di email (bundles) possono essere personalizzati e mostrati con periodicità scelta dall’utente: in tempo reale, una volta al giorno, una volta alla settimana.

Inbox Gmail Bundles
SECONDA CHANCE
Con Inbox l’utente può “trattare” un’email in diversi modi ancora prima di aprirla. Può per esempio dare una seconda chance a una promozione, posticipandola o lasciandola in evidenza. Se proponete promo last minute l’utente potrebbe decidere di riaprirle in un altro momento invece di dimenticarle come spesso accade. Dunque, come è accaduto per le tab, potrebbe verificarsi un calo delle aperture e al contempo un conversion rate aumentato. A patto che convinciate il contatto già dall’oggetto.

Inbox Gmail posticipa
SIETE SU G+?
Come accade nella visualizzazione a griglia della tab promozioni, se siete su Google Plus l’immagine del mittente sarà personalizzata, diversamente apparirà un’icona standard. Personalizzate immagine, preheader, alias, soggetto per stimolare le aperture.

Per approfondire:
Gmail blog ufficiale (ENG)

Valentina Santandrea

Communication Specialist | Diennea - MagNews.