Come si scrive una newsletter?

Creare e gestire le proprie newsletter prevede che si presti attenzione a diversi aspetti, che vanno dal marketing (per esempio stabilire un’offerta), alla creatività (stabilire un concept, una grafica), all’HTML (generare un codice corretto), alle policy di deliverability del software con cui inviate. In questo articolo parliamo solo di uno di questi aspetti, ovvero copywriting per newsletter: in poche parole “come si scrive una newsletter”.

Che cosa scrivete a fare?

Partite con il domandarvi “per quale motivo scrivo una newsletter?“, “chi c’è nella mia mailing list”? Al secondo quesito sarete in grado di rispondere se avete profilato il vostro target attraverso il form di iscrizione, oppure monitorandone il comportamento (su quali articoli clicca più spesso? Quali sono i suoi interessi? Anche Google Analytics vi fornisce una profilazione aggregata degli utenti del vostro sito), oppure, se state cominciando ora, se avrete fatto un ragionamento sulle caratteristiche del pubblico che volete raggiungere. A quel punto avrete un po’ di elementi per decidere che cosa scrivere (il piano editoriale) e come scriverlo (il tono di voce). A seconda dei vostri obiettivi, dovrete comunicare non solo contenuti ma anche un mood adeguato. Sapete bene che un conto è comunicare che avete un’offerta imperdibile e un conto è comunicare che una transazione è andata a buon fine o che l’estratto conto è disponibile nell’home banking.email marketing newsletter

Non dimenticate che in ogni caso ciò che maggiormente definisce il vostro tono di voce siete voi!

Qualunque cosa abbiate intenzione di scrivere siate sempre chiari e il più brevi possibile (non necessariamente brevi tout court). Sì quindi alle evoluzioni creative, ma moderatamente. Una newsletter piena di perifrasi dantesche converte con difficoltà: per quanto amante della letteratura e del design, chi legge le vostre email mentre è in fila al supermercato vuole capire innanzitutto che cosa volete da lui, che cosa gli state offrendo, perché gli state squillando nelle tasche.

Italiano corretto

Gli errori di ortografia, quando vengono notati, non comunicano professionalità, neanche se avete speso tanto lavoro sul codice e sulla grafica. Il mondo è colmo di persone che si definiscono grammar nazi: se digitate questa definizione su Google otterrete più di un milione di risultati. Sapendo che non potete proteggervi né dagli errori di ortografia né dai grammar nazi, il consiglio è: fate sempre rileggere a un collega i vostri testi. Qualora non sia possibile, rileggeteli voi stessi, ma a freddo, il giorno dopo averli scritti. Se siete dei maniaci ;), rileggete i vostri testi a rovescia, così non vi concentrate sul filo logico del discorso ma solo sulle singole parole. A questo punto, potrebbero esserci ancora errori: ce ne sono persino sui libri, anche quelli con i migliori correttori di bozze.

Usate il “tu”

obiettivi email marketingQuando scrivete una newsletter, una DEM o un’email in generale, state parlando a una persona sola, anche se fate un invio massivo. Non siete su un social network né sul vostro blog. Rivolgetevi solo a quella persona. Se scrivete “Compra” siete chiari, se scrivete “Comprate” o, peggio, “Comprare” siete vaghi. Avete mai testato, in famiglia, la formula “Qualcuno apparecchi la tavola”? È un grido disperato lanciato nel vuoto, che non troverà risposte.

Non c’è solo il Body Copy

Non utilizzate tutte le vostre energie creative per scrivere il testo perfetto per la vostra newsletter: se mai qualcuno aprirà e leggerà la vostra email lo avrà fatto perché l’avete convinto con un buon subject e un buon preheader. Se qualcuno convertirà attraverso la newsletter (ovvero, correrà sul vostro sito ad approfondire la notizia che così abilmente gli avete anticipato, o ad acquistare il prodotto in offerta, o a iscriversi al vostro evento), lo farà perché sarete stati chiari (meglio ancora: lapalissiani) nell’invito all’azione, ovvero la call to action.

Valentina Santandrea

Communication Specialist | Diennea - MagNews.