Come si scrive l’oggetto di una newsletter?

Avete preparato la campagna email più bella della storia? Il grafico si è superato? La mailing list è pulita? L’html senza errori? La piattaforma di invio è MagNews?
Non starete dimenticando qualcosa?
Ah, sì: il subject!
Il subject, o oggetto dell’ email, è uno tra gli elementi più importanti della vostra campagna. E se pensate alla vostra esperienza di utenti, quando entrate nella vostra casella di posta affollata e scegliete che cosa aprire e che cosa no, capirete subito perché dovete prestare grande attenzione al subject, almeno quanto prestereste attenzione ai titoli, se foste un magazine.
Da dove potete partire? 
Intanto dalla lunghezza. Nella mia posta ho trovato spesso oggetti lunghissimi, peccato che ne possa visualizzare solo una parte: circa 60 caratteri se leggo da desktop, la metà se leggo dallo smartphone. Ma ho anche un tablet e un netbook. 😉

Che altro?

1) Fate un A/B test!

Alcune piattaforme (come ovviamente MagNews) permettono di automatizzare l’A/B test (qui A/B test Telepass), in modo che voi dobbiate solamente scegliere due oggetti e, dopo una prova a un campione della vostra mailing list, la piattaforma manda in automatico l’oggetto vincente ai restanti.
I due oggetti devono differire per un elemento. Ad esempio, state invitando i contatti all’inaugurazione del vostro nuovo negozio? Potete tentare un oggetto creativo (come “Vieni a tagliare la torta con noi?”) e uno didascalico (come “Domani alle 18 inauguriamo in corso Saffi”).
Potete testare anche specifici termini e valutare che effetto fanno sul vostro specifico target (ad esempio: “Iphone? Lo paghi a rate” contro un “Iphone? Con noi è a rate!”. Potreste scoprire che alla gente pagare non piace).

2) Più spazio se sfruttate il pre-header

Il preheader è la prima riga di codice e, nell’inbox, viene visualizzato o meno sotto all’oggetto, a seconda del client e del dispositivo con cui viene aperta la posta.
È una chance in più per comunicare: perché sprecarla? In moltissime newsletter che ricevo il preheader contiene la dicitura “Versione web” o simili. Peccato.

preheader mobile

3) Il tempismo e la personalizzazione aiutano

Naturalmente, non dimenticate che state parlando personalmente a un contatto, suonando nella sua tasca. È probabile che verrà colpito positivamente da una email rilevante e che sta parlando proprio con lui (“Valentina, la tua polizza RC auto sta per scadere” oppure “Buon compleanno Elisa”) e al momento più opportuno (ad esempio, un piovoso sabato può risultare interessante un’email con l’oggetto “Domenica in città? Noi restiamo aperti”).
Di questo e di molto altro parleremo questo venerdì al Web marketing festival di Rimini, organizzato da GT Idea. Ci vediamo là?

Valentina Santandrea

Communication Specialist | Diennea - MagNews.