La Call-To-Action che buca lo schermo. Tutto sulle CTA e il caso Findomestic

“Scopri di più”. Quante volte ti sei imbattuto in questo invito alla fine di una pagina web o in una Newsletter? Spesso, vero? Bene, questa non è altro che la Call-to-Action. Un tasto con un link che ti porta su un’altra pagina di approfondimento o, nel caso di un download, ti permette di scaricare il contenuto.

La call to action che buca lo schermo

Cos’è una Call to Action?

Potremmo definirla come il momento di contatto tra gli sforzi di marketing e il potenziale cliente (Lead, utente web, ecc.) intenzionato a fare un acquisto, compilare un modulo, scaricare un documento. Tutto ciò che è stato prodotto fino a quel momento dall’azienda (comunicazione, siti web, contenuti, ecc.) trova il proprio riscontro in quel desiderato click sul “bottone”.

La presenza di una CTA varia a seconda degli obiettivi e, quando ci sono, vengono utilizzate in un percorso progressivo.

Facciamo un esempio: clicco sulla CTA che trovo in un’email o su un annuncio (Adwords, Facebook Adv, ecc.), e atterro sull’articolo di un blog. Nel contenuto che sto leggendo posso imbattermi in un’altra “Call to Action” che punta al download di un documento e, all’interno di questo, avere una CTA con il link di iscrizione alla mia Newsletter.

Perché devi inserire una Call to Action?

Protocol80 ha riportato una serie di ragioni fondate su alcune rilevazioni statistiche. Parola ai numeri:

  • oltre il 90% degli utenti che leggono il titolo che campeggia sulla pagina, notano anche la CTA;
  • le email con un singolo invito all’azione aumentano i click del 371% e le vendite del 1671%;
  • inserire una CTA alla tua pagina Facebook può far crescere la percentuale di click del 285%;
  • una CTA all’interno di un video ottiene il 380% di click in più rispetto alla CTA di una sidebar;
  • la CTA posta alla fine di un video informativo sul servizio che si offre, può arrivare ad incrementare le conversioni del 144%;

In base alla posizione della CTA sono stati stimati questi tassi di conversione:

 Barra laterale  dallo 0.5% all’1.5%
 Alla fine di un post  dallo 0.5% all’1.5%
 Popup  dall’1% all’8%
 Cursori e barre  dall’1% al 5%
 Welcome Gate (pagina a schermo intero in cui si

invoglia all’iscrizione prima di mostrare il contenuto)

 dal 10% al 25%
 Feature Box (riquadro dedicato all’iscrizione alla newsletter)  dal 3% al 9%
 Barra di navigazione  percentuale variabile 

Come avrai intuito, la CTA ha i numeri dalla sua parte.

Obiettivi di una CTA

La presenza di una CTA può aiutarti a raggiungere diversi obiettivi, vediamone alcuni. Per far crescere le lead, usa le CTA che invitino l’utente a:

  • scaricare un eBook;
  • iscriversi alla Newsletter;
  • registrarsi ad un evento;
  • richiedere una demo;
  • iscriversi ad una sezione speciale del blog.

Ad esempio, per incentivare l’acquisto al tuo eCommerce, scegli una CTA che comunichi:

  • le promozioni;
  • gli sconti;
  • un nuovo servizio;
  • l’ultimo prodotto.

Per portare più traffico al sito e far crescere il tuo numero di fan, prediligi le CTA che puntino:

  • a far conoscere un nuovo articolo;
  • a ricevere aggiornamenti.

Come differenziarla

Le CTA emergono con elementi grafici come il colore e con un’espressione che catturi l’attenzione per invogliare al click. Il piccolo testo custodito all’interno non ha una frase standard da usare in ogni circostanza, anzi, più sono originali e più sono attrattive per l’utente.

Ma le CTA seguono delle regole ben definite oppure no? Certo che sì!

Innanzitutto, per ottenerne una efficace bisogna lavorare su tre aspetti: scritturadesignposizione.

Scrittura

 

  • Originale: lo stereotipo del “clicca qui” è ormai troppo legato a pubblicità invasive e pop-up fraudolenti. Usa un po’ di creatività.

 

  • Chiara: l’utente che clicca vuole essere sicuro di quale sarà lo step successivo.

 

  • Sintetica: per essere visualizzata su tutti i dispositivi deve essere inserita in un bottone.

 

  • Attrattiva: usa verbi di azione in prima persona come “scarica” oppure “ottieni”.

 

Tips: le parole “sconto” o “gratis” si possono utilizzare, ma non te le consigliamo. Spesso nelle email finiscono nel buco nero dello SPAM.

Design

  • Forma: dov’è racchiusa la CTA? La geometria del bottone può attirare l’attenzione del lettore, non sottovalutarla. La più comune è quella quadrata.

 

  • Dimensione: può essere visualizzata diversamente sui dispositivi mobili, fai attenzione a non utilizzare elementi troppo grandi.

 

  • Colore: è importante perché dà una maggiore percettibilità. ReallyGoodEmails ha sintetizzato in un grafico i colori più efficaci. Se non hai il tuo brand-color, prova con questi.

Tips: il font utilizzato può creare maggiore o minore appeal sul lettore. Deve essere leggibile e compatibile sui diversi client di posta.

Posizione

 

Un ultimo aspetto su cui è possibile lavorare è la posizione del bottone. Anche per questa ci sono due regole da seguire:

  • Evidenza, cerca di posizionarlo prima dello “scroll“;

 

  • Non troppo in alto, rischi di ottenere il “disincanto” sul contenuto della lettura.

 

Inoltre, quante volte è bene inserirla?

Non c’è un numero corretto, la User Experience aiuta a capire come non spezzettare l’esperienza del lettore. Il numero varia anche a seconda che si tratti di un’email (dove è più comune avere più CTA) o di una pagina Web.

 

Tips: la posizione della CTA dipende spesso dal contesto in cui è inserita, tra un download e una “Call to Action” che invita all’acquisto c’è una differenza di obiettivi. La soluzione migliore è quella di fare un A|B test su tutti e tre gli elementi caratteristici delle CTA, così da avere i dati sulle preferenze dei tuoi utenti.

KPI da analizzare

Quelli più significativi sono contestuali alle email, perché i tassi di click (CR) e di click sulle aperture (CTR) sono effettuati sulle CTA inserite. Quando i tassi aumentano vuol dire che il contenuto del messaggio e le immagini della CTA invogliavano l’utente a cliccare. Quindi tienili sott’occhio!

Vuoi sapere quali sono i KPI più importanti dell’Email Marketing?

4 esempi di Call to Action

Best practice

Queste sono le CTA della Newsletter Loacker “Tempo di Bontà” e del programma di loyalty di Borgione, tre esempi di Call to Action chiare, immediate e originali.

Heading layer

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Worst practice

Meno ingaggiante è questa Call to Action. Decisamente molto lunga e con l’informazione “sul nostro eCommerce” del tutto superflua, sarebbe stato più corretto scrivere una breve descrizione prima della CTA.

esempio CTA sbagliata

CTA che generano 500k di Conversioni

Call To Action e Innovazione Tech: come inserirle nel subject di un’email

Ora che abbiamo più chiaro cos’è una CTA e abbiamo visto alcuni esempi di come dovrebbe essere utilizzata, parliamo di Gmail Actions o Gmail Email Markup.

Gmail Actions e le sue funzionalità

Da un paio di anni, Gmail consente di inserire alcune estensioni interattive ai subject delle email che arrivano nella casella di posta di chi ha un account Google. Tra queste, c’è l’opportunità di aggiungere una Call-to-Action alla fine dell’email che le aziende inviano ai propri clienti.

Prima di vedere questa funzione e legarla a un caso specifico, diamo una rapida occhiata a tutte quelle che sono attualmente disponibili:

  • RSVP, consente di inviare una notifica alla richiesta di partecipazione a un evento.
  • Review Action, permette di acquisire recensioni dei tuoi utenti in base al contenuto della tua email.
  • One click Action, gli utenti possono fare una chiamata HTTP POST a un indirizzo, e in base alla nostra risposta, l’azione verrà segnalata come completata o in errore.
  • Go to Action, con un click si atterra direttamente sulla pagina di un sito web senza aprire l’email.

Per implementare Go to Action, Google richiede il rispetto di alcuni requisiti. In particolare, le email devono essere autenticate tramite DKIM o SPF, una tecnologia di firma utilizzata per associare un dominio a un’email e che certifica che il contenuto è stato inviato dal dominio stesso. Un’autenticazione resa possibile con MagNews, che configura e testa le firme DKIM per tutti i domini utilizzati come FROM, e permette di ottenere i massimi risultati di deliverability su Gmail.

Case Study: Findomestic

Go to Action

Findomestic spedisce con MagNews tutte le comunicazioni promozionali rivolte a milioni di clienti e fa un uso della Marketing Automation in maniera avanzata, legata soprattutto al Preventivatore Online.
La Go to Actions può essere un ottimo strumento per recuperare gli utenti che non hanno concluso una conversione. Proprio per questo, Findomestic ha pensato di rendere più semplice la possibilità di finalizzare una richiesta di credito abbandonata.
Dal 2013, l’azienda ha concluso 500.000 richieste rimaste in sospeso con l’utilizzo di MagNews e della Marketing Automation.

Gli istituti partner di Findomestic inviano con MagNews delle email personalizzate nel momento in cui il contatto ha lasciato incompleta la richiesta di preventivo. L’utente trova nel subject delle email la funzione Go to Action, dove è esposta la CTA. Basta cliccare e, senza aprire il contenuto, ci si ritrova nella landing page dell’istituto di credito per concludere la richiesta abbandonata.

CTA nell'email

Atterrando direttamente su una landing page con il form di recupero della pratica interrotta:

landing di findomestic con CTA

Questa invece è l’email, nel caso fosse stata aperta:

email di recupero pratica

E tu cosa aspetti? Scopri tutti i benefici della Marketing Automation.

Risultati

Conversioni

%

Delivery Rate

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Engagement

  • Conversioni: 500 K
  • Delivery Rate: 98.4%
  • Engagement: 12%

 

 

Vuoi implementare gli Action Buttons sulle tue email?

Aldo Di Cristofaro

Copywriter | Diennea - MagNews.